“Allegri e disperati” e “Armi da taglio” su Libertà
25 Settembre, 2008
[Oggi il quotidiano Libertà dedica spazio, con un lungo articolo di Mauro Molinaroli, alla collana "Armi da taglio" e all'antologia Allegri e disperati recependo pressoché tutte le istanze finora espresse. Grazie Mauro e grazie ad Angela Marinetti, caposervizio della Cultura di questo quotidiano.]
piacenza – C’è anche il giovane scrittore piacentino Gabriele Dadati nel libro Allegri e disperati (diventare grandi in Italia oggi) edito da Barbera.
Otto scrittori eccellenti, tanto giovani da non aver visto la nazionale di Bearzot vincere il Mondiale, altrettante storie politiche perché molto intime.
Otto scrittori che si prendono la responsabilità di raccontare l’Italia in cui si trovano a crescere, l’Italia piena di luci e di colori che continua a promettere quello che non può più mantenere e alla fine sembra consegnare ai giovani soltanto solitudine, precariato e non amore.
Sono scrittori feroci e dolci, narratori giovani e sinceri che non perdono lucidità e restituiscono tutte le sfumature e gli umori del nostro paese in questi anni difficili vissuti mentre stanno arrancando per diventare grandi.
Nel desolato paesaggio dell’Italia contemporanea la nostra situazione di persone che hanno attraversato i cinquanta, viene radiografata da questi giovani che combattono ogni giorno con la ricerca di un posto fisso e la disillusione politica, che cercano di non affogare nella pozza della guerra tra le generazioni e lo spaesamento individualista di chi vorrebbe tutto ma non sa come ottenerlo.
Insomma otto scrittori che prendono la parola in rappresentanza della generazione-non generazione che galleggia nel vuoto, perennemente, alla ricerca di una maturità difficile da raggiungere.
E se è vero che esiste una linea d’ombra ben precisa nell’Italia di oggi: questi otto racconti sembrano racchiudere la mappa per trovarla.
Allegri e disperati appartiene a una nuova collana dedicata agli autori italiani, “Armi da taglio”, diretta da Gabriele Dadati. «Una collana – spiega – che chiede ai suoi autori di provare a fare quello che da sempre ha fatto la grande letteratura: guardare al tempo presente per raccontarne glorie e abissi, conquiste e drammi. Ogni libro contiene un aspetto del mondo che ci circonda racchiuso in una storia».
Come dire che «le armi da taglio non si inceppano e non finiscono i proiettili, inoltre sono facili da trasportare, da nascondere e soprattutto da usare», prosegue Dadati, perché «sono quello che rimane da stringere in mano dopo che tutto è andato male».
Perché, sempre secondo Dadati, «“Armi da taglio” è la collana che risponde ai lettori che hanno dimostrato di voler sapere la verità sulla camorra o sulla casta dei politici, sull’Italia alla deriva o su come viene manipolata l’informazione. Pubblicherà narrativa e non saggistica, e soprattutto sceglierà sempre narrativa di qualità, ben scritta e coinvolgente».
Forse perché la letteratura italiana del Novecento è stata grande quando ha saputo raccontare le esperienze forti, consegnandoci libri memorabili sulla guerra, sui fatti di cronaca, sui grandi personaggi e sui cambiamenti in corso. Quando ha avuto delle storie importanti con scrittori altrettanto importanti capaci di fermarle nei libri che portiamo nel cuore.
«La collana che dirigo – conclude Dadati – avrà sempre questo obiettivo: coinvolgere gli scrittori migliori e scoprirne di nuovi, creando la propria identità in modo forte e chiaro. I primi due titoli sono il nuovo libro di Paolo Grugni, Aiutami, un romanzo ambientalista che racconta in particolare le violenze della caccia, e questo libro di racconti che ho curato personalmente, in cui otto giovani scrittori che vanno dal Campiello Opera prima Marco Missiroli al mondadoriano Giorgio Fontana, dal dissacrante Ivano Bariani a Michele Vaccari, autore di Isbn e coordinatore di EdizioniAmbiente, per arrivare ai talenti Peppe Fiore, Simone Marcuzzi, Matteo De Simone oltre a me stesso, raccontano com’è difficile crescere in questa Italia disillusa e contorta».
Mauro Molinaroli