[Nino G. D'Attis recensisce sul numero di marzo del mensile "Coolclub", p. 47, il romanzo Le colline oscure di Enzo Fileno Carabba. Grazie.]

Lo ripeto da anni, a chiunque mi capiti a tiro: Carabba è una delle poche droghe legali da assumere regolarmente un romanzo dopo l’altro, a dosi massicce, senza timore di controindicazioni: sballo garantito al 100%. È un narratore che alla maniera di Jeff Noon sa prendere per mano il lettore per condurlo in una terra in cui la realtà e l’allucinazione si confondono. Dolcemente (almeno all’inizio), una frase via l’altra, con una musicalità tanto perfetta quanto rara, una prosa elegante e invariabilmente colorita.

L’impatto è folgorante: nel nuovo romanzo, arrivato sugli scaffali a quattro anni di distanza da Pessimi Segnali (ma gli aficionados conosceranno anche Discese Estreme, disponibile in download gratuito su www.carmillaonline.com), il protagonista è Angelo, insegnante di scrittura creativa nelle scuole superiori (“Da dicembre ad aprile andava in ventiquattro scuole diverse. Nessuno che andasse in ventiquattro scuole diverse poteva credere nella democrazia.”), uomo cresciuto in città ma trapiantato nei boschi, tra quelle colline oscure del titolo che all’improvviso si popolano di strane apparizioni (Madonne deambulanti, tanto per cominciare). Cosa fa Angelo? Campa di espedienti come molti altri ma soprattutto resiste all’impossibile, cioè alla sistematica demolizione della cultura (tra studenti dissoluti, brutali, zombificati e una corte di insegnanti, presidi, bidelli non meno mostruosi), ai tafani, ai suoi vicini di casa americani fissati con la religione e le stronzate new age, alla persistenza di quella materia antica e molto tetra chiamata superstizione. Resiste insieme a un’accolita di amici che ogni tanto compie imprese strampalate tipo rapinare giocattoli ai bambini ricchi per poi rivenderli. Dire “visionario” non rende abbastanza l’idea. In qualità di droga letteraria, Carabba non fa mancare niente ai suoi clienti: ironia, suspence, satira sociale… tutto quello che vi serve per un trip coi fiocchi è nelle sue meravigliose pagine.

Nino G. D’Attis

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