[Questo articolo di Lisa Oppici è comparso domenica 26 aprile su “La Gazzetta di Parma“. Grazie mille.]

Enzo Fileno Carabba e il suo “Robin Hood” che ruba giocattoli

di Lisa Oppici

Ci sono tafani invadenti e Madonne che appaiono dal nulla, misteri molto misteriosi e persone a dir poco bizzarre. E tanto altro. Soprattutto c’è lui, Angelo, lo stesso di Pessimi segnali. È ancora lui il protagonista de Le colline oscure (Barbera Editore), l’ultimo romanzo di Enzo Fileno Carabba, che ancora una volta delizia con la sua scrittura; una scrittura incantevole che è la prima vera carta vincente del volume: straordinaria l’abilità dell’autore nell’ordire una tessitura affascinante e avvincente, capace di rapire chi legge portandolo in un universo sui generis. Scorrevole, la scrittura, ma costruita con una cura quasi maniacale, senza una sillaba fuori posto, con un’indubbia forza delle parole (la “madre guardiana”: “Granitica, serissima, ma come afflosciata dentro”) e con un ritmo interno che scaturisce certo da un attento lavoro di cesello. “Alle prime brezze di primavera i sacchetti di plastica si levavano in volo come uccelli bianchi. Erano stati in letargo tutto l’inverno bloccati dal fango e dal gelo. Ma ora salivano in aria e sbandavano per le colline incontaminate che dominavano la città. / C’era della bellezza in quell’orrore”.

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